Revoluzionari

Prezzo fisso vs prezzo variabile:
quale conviene oggi?

Con la crisi dei prezzi tanti italiani stanno pensando, negli ultimi mesi, di passare da un prezzo variabile (indicizzato) a un prezzo fisso.
Ma siamo sicuri che sia la scelta vincente?
Prezzo bloccato e prezzo indicizzato sono due facce della stessa medaglia: proviamo insieme a capire se conviene scegliere testa o croce.

in collaborazione con Giovanni Riccobono | Blogger, Consulente e Tutor Conciliatore per Revoluce

L’aumento repentino dei prezzi di energia elettrica e gas è coinciso, negli ultimi mesi, con l’aumento dell’interesse degli italiani sull’argomento contratti, offerte e confronti tra i diversi operatori del mercato energetico.

Termini come PUN, INDEX e spread sono diventati pane quotidiano per molti di noi; parallelamente all’escalation del conflitto in Ucraina, l’altra escalation – quella dei prezzi – ha portato sempre più consumatori sulla strada del “prezzo fisso”, che come per il posto fisso di Checco Zalone è passato in cima alle preferenze degli italiani in quanto reputato più sicuro.

Ma siamo sicuri che un contratto a prezzo fisso sia più sicuro e vantaggioso di un contratto a prezzo variabile?

Negli ultimi mesi siete in tantissimi a farci questa domanda.

Noi di Revoluce, che da marzo 2022 abbiamo “abbracciato” l’idea del prezzo indicizzato, saremo ovviamente influenzati dal momento storico nella risposta.

Abbiamo perciò chiesto a Giovanni Riccobono – blogger, consulente e divulgatore energetico, noto per la sua attenzione verso la tutela dei consumatori di energia elettrica e gas in Italia e già Tutor Conciliatore per Revoluce – di aiutarci a produrre un’analisi imparziale del momento di forte incertezza che stiamo vivendo. 

Quella che stai per leggere è una disamina di pro e contro della scelta di un prezzo fisso piuttosto che di uno variabile, di cosa comporti in termini di ricadute sull’economia domestica e le valutazioni di consumo per le famiglie italiane. 

Abbiamo cercato di non sbilanciarci nel giudizio finale: vorremmo infatti lasciare a te che stai leggendo l’ardua sentenza, che ovviamente sarà influenzata anche da valutazioni personali e circostanziali relative alla tua utenza.

La sicurezza di un prezzo fisso

Avere un contratto a prezzo fisso significa riuscire a bloccare un prezzo, riferito alla componente energia, per un tot di mesi o anni. Principalmente nel mercato le durate più comuni sono 12 o 24 mesi.

Un contratto a prezzo fisso permette quindi di avere la certezza che, per il periodo di tempo previsto dall’offerta sottoscritta, il proprio prezzo non potrà subire variazioni, né in discesa, né in salita, salvo modifiche da parte del proprio fornitore.

Iniziamo con il prendere in analisi quest’ultima affermazione: “salvo modifiche da parte del proprio fornitore“.

In periodi di forti oscillazioni dei prezzi, infatti, ogni fornitore ha facoltà di “modificare unilateralmente il contratto qualora nel periodo di validità dello stesso si presentino evoluzioni del mercato sostanzialmente differenti rispetto a quelle iniziali e/o per sopraggiunti provvedimenti di Pubbliche Autorità del settore elettrico e/o modifiche del sistema tariffario che comportino variazioni sostanziali delle condizioni economiche in base alle quali il contratto è stato concluso. Resta inteso che tali variazioni saranno applicate solo in caso di modifiche alle condizioni economiche superiori al +/- 15% sia in positivo che in negativo.

Quello che abbiamo citato è parte di un articolo delle Condizioni Generali di Fornitura di Revoluce, e ahinoi è proprio quello che è successo a inizio 2022, quando il prezzo della materia prima è variato di ben oltre il 15%.

Firmare un contratto con un prezzo fisso non è, quindi, un’assoluta sicurezza di avere davvero un prezzo bloccato, poiché eventi che sconvolgono lo scenario nazionale o addirittura mondiale (come quelli che purtroppo stiamo vivendo negli ultimi mesi) possono sparigliare le carte in tavola.

Torniamo però alla nostra analisi.

Con il prezzo fisso, al termine dell’offerta il fornitore dovrà comunicare quali saranno le nuove condizioni di rinnovo, che si potranno accettare o in alternativa rifiutare effettuando un ulteriore cambio fornitore.

Tra il 2004 e il 2019 i prezzi all’ingrosso si sono mantenuti sempre in un range tra i 4 e i 9 centesimi, ma come tutti sappiamo ad Agosto 2022 il prezzo della sola materia prima è arrivato a 54 centesimi di euro.

Quindi il vantaggio principale di un’offerta a prezzo fisso sembra essere quello di mettersi al riparo da improvvisi scossoni di mercato.

Ovviamente, va considerato anche il valore del prezzo bloccato in relazione ai valori di mercato del momento.

Per esempio: avere un prezzo fisso bloccato a 40 centesimi al kWh quanto i valori di mercato sono di 20 centesimi al kWh, può risultare sicuramente poco conveniente.

Proprio questo aspetto rientra in uno degli svantaggi del prezzo fisso: dover stare costantemente alla ricerca di possibili offerte che possano garantire un effettivo risparmio in bolletta.

L'opportunità di un prezzo variabile

L’offerta a prezzo variabile, la stessa parola lo dice, indica un’offerta in cui il prezzo della componente energia varia.

Questa variazione è generalmente su base mensile e segue gli andamenti del Prezzo Unico Nazionale, prezzo di riferimento dell’energia elettrica rilevato sulla Borsa Elettrica italiana.

Il concetto di variazione per molti è direttamente associato a quello di incertezza.

E’ facile pensare in negativo più che in positivo, e quindi che i prezzi possano solo aumentare e mai diminuire. 

Non serve citare la legge dei grandi numeri per capire quanto questo ragionamento sia sbagliato. Le leggi di mercato ci insegnano che i prezzi aumento e diminuiscono a causa di numerosi fattori.

Ad esempio, allo scoppio della crisi dettata post Covid-19 i prezzi di energia elettrica (ma anche di gas) hanno raggiunto i minimi storici, come nel mese di Maggio 2020 dove il valore all’ingrosso del PUN era poco sopra i 2 centesimi al kWh.

Quindi il vantaggio del prezzo variabile è la flessibilità e la tempestività con cui i prezzi si aggiornano mese dopo mese, a discapito di quella sicurezza che un’offerta a prezzo fisso può garantire, anche perchè bisogna comprendere che un prezzo fisso non è per sempre.

Prezzo fisso vs prezzo variabile: cosa conviene ora?

Approfonditi gli aspetti di entrambe le tipologie di offerta, possiamo affermare senza rischio di smentita che la scelta tra prezzo fisso e variabile dipenda per larga parte dal momento storico in cui si effettui la scelta.

Procediamo allora ad ipotizzare, insieme, quale possa essere la scelta migliore in questo periodo di caro bollette.

Partiamo dal presupposto che l’idea di cambiare fornitore, nella maggior parte dei casi, nasce perché:

  • Riceviamo una bolletta che consideriamo troppo alta e iniziamo a guardarci intorno per risparmiare;
  • Subiamo problematiche che reputiamo dipendano dal nostro fornitore, come uno screzio con il Servizio Clienti o una mancata concessione di una rateizzazione;
  • Rimaniamo colpiti da un’offerta pubblicizzata in TV o sul web, che magari oltre al servizio di energia/gas ci offre benefit aggiuntivi che in quel momento ci invogliano al cambiamento.

Supponiamo, nella nostra analisi, che la scelta di cambiare sia fatta proprio per una questione legata al prezzo.

Quando si sottoscrive un contratto il tempo di switch, ovvero il tempo in cui il passaggio verrà completato, varia da un minimo di 3 settimane ad un massimo di 7 – questo dipende dal giorno del mese in cui viene fatta la richiesta di cambio.

Quindi la scelta che si effettua oggi si vedrà concretizzata tra un minimo di 3 settimane ad un massimo di 7.

Ma cosa succede nel frattempo?

Per farti comprendere meglio ti faremo degli esempi pratici sulla base degli andamenti dei valori di mercato degli ultimi mesi.

Il PUN negli ultimi mesi è stato: (valori espressi in megawattora):

  • Giugno 271,31€
  • Luglio 441,65€
  • Agosto 543,15€
  • Settembre 429,92€
  • Ottobre 211,50€

Se per esempio a metà Agosto, a seguito della ricezione della bolletta di consumo di Luglio, hai deciso di cambiare la tua offerta a prezzo variabile con una a prezzo fisso, con molta probabilità l’offerta che hai sottoscritto si aggirerà tra i 40 e 60 centesimi al kWh.

Stando ai calcoli fatti prima, l’attivazione del contratto è avvenuta il 1° Ottobre dove i prezzi hanno subito un calo del 50% rispetto al mese di Settembre e nel frattempo Novembre sembri che stia proseguendo sulla stessa lunghezza d’onda (al momento si registra un ulteriore calo di circa il 15% rispetto ad Ottobre).

Ovviamente a fare i conti al passato siamo tutti bravi, ma non è questo il punto.

Il punto di questa breve analisi è che in un momento di forte dinamicità dei mercati bloccare un prezzo fisso a quotazioni alte, probabilmente, non è la strategia migliore

E’ vero, si può sempre effettuare un ulteriore cambio fornitore quando ci si accorge che la strada intrapresa non è quella attesa; ma chi garantisce che i fornitori aggiornino i propri listini a prezzo fisso tempestivamente?

Tra l’altro, un’analisi del settore evidenzia come solamente il 5% dei fornitori di energia elettrica mette ancora a disposizione un’offerta a prezzo fisso.

Gli stessi operatori del mercato hanno una visione non positiva di quello che sarà il futuro dell’energia.

Le previsioni per il prossimo futuro

Il nostro Giuseppe Dell’Acqua Brunone è stato recentemente ospite e relatore alla convention annuale di ASSIUM – L’associazione Italiana Utility Manager – che riunisce i professionisti dell’energia, del gas e della telefonia certificati secondo la norma di riferimento.

Nel corso del suo speech Giuseppe ha somministrato agli astanti diversi sondaggi live: uno dei risultati più interessanti è il dato che riguarda il modo in cui consumeremo energia nel prossimo futuro. Dai risultati è emerso che probabilmente avremo più energia a disposizione, motivo per cui ne consumeremo sempre più, ma allo stesso tempo costerà decisamente più di quanto siamo stati abituati a pagarla negli anni passati.

E’ emerso anche come il mercato dell’energia potrebbe non essere più lo stesso con gli oltre 600 fornitori operanti adesso, ma potrebbe concentrarsi al massimo in cinquanta operatori.

Diversi osservatori e istituti di ricerca, tra cui la Goldman Sachs, sono del parere che il prezzo del gas naturale all’ingrosso in Europa possa scendere da circa 215 euro per megawattora a meno di 100 euro per MWh entro la fine del primo trimestre del 2023.

Tuttavia i prezzi continuerebbero ad essere comunque circa sei volte più alti di quelli di un anno fa. 

Secondo la stima della Commissione europea, invece, il prezzo della materia prima scenderà a circa 75 euro/MWh nell’estate del 2023 e intorno ai 50€/MWh nell’estate del 2025.

(Parlare di prezzi del gas è lo stesso che parlare di prezzi dell’energia elettrica, finché non verrà disaccoppiata la conformazione del prezzo all’ingrosso.)

Insomma, come anche le visioni di diverse autorevoli voci del settore risultano spesso discordanti (per non dire diametralmente opposte), sintesi di un mercato che è in forte fibrillazione e difficile da prevedere.

Questa è l'analisi personale di Giovanni Riccobono, Tutor Conciliatore di Revoluce.

Non lasciarti impressionare dalla durata del video: metti questa pagina tra i segnalibri e guardalo con calma, magari quando sei in fila dal dottore, alle poste o in bagno. 

Non ci sono parole difficili, astruse proiezioni di mercato o inutili inglesismi da tradurre: c’è solo Giovanni che, in circa 10 minuti, porta avanti un’analisi lucida con il piglio di chi da sempre è al fianco del consumatore e lo aiuta a superare le situazioni più spinose.

Revoluce e il prezzo tutto incluso

Ad inizio anno, in virtù delle dinamiche del mercato energetico, anche Revoluce ha dovuto adattare l’offerta al prezzo indicizzato, pur tuttavia mantenendo sempre la formula tutto incluso.

Il prezzo al kWh tutto incluso è composto dalla componente energia, tarata sul  PUN, da sommare allo spread, un valore omnicomprensivo delle spese per il trasporto e gestione del contatore, degli oneri di sistema, delle imposte e dell’iva.

Rimane la peculiarità di Enrica, che permette ad ogni revoluzionario di controllare i consumi quotidiani e le variazioni del saldo energia real-time all’interno di “MyRevoluce”. 

I dati sono forniti quotidianamente dal distributore competente e grazie ai contatori 2G la precisione di tale dato è sempre più accurata; tutto ciò permette di monitorare la propria spesa energetica, sia in termini di costo che di consumo, ogni giorno conoscendo in anticipo la spesa che ogni revoluzionario sostiene per i consumi ancora prima dell’emissione della bolletta.

Grazie al prezzo tutto incluso adeguato agli andamenti del PUN i nostri revoluzionari hanno potuto risparmiare tempestivamente sulla riduzione dei prezzi del 50% in un solo mese e allo stesso tempo continuare a tenere monitorata la propria spesa energetica.

I nostri revoluzionari lo sanno: con Revoluce puoi dire addio alle bollette incomprensibili piene di errori e spese nascoste, in quanto paghi solo l’energia che consumi grazie ad una semplice moltiplicazione: prezzo tutto incluso x consumo.

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